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”Jucundus Cantus”,di recente formazione, si propone di divulgare e diffondere il repertorio polifonico sacro e profano, vocale e strumentale italiano e straniero dei periodi rinascimentale e barocco…”, ovverosia dei periodi in cui il mondo delle corti si era votato all’arte, a tutte le arti…La formazione, costituita da musicisti appassionati di musica e strumenti antichi, diplomati in Conservatorio, si caratterizza per lo studio accurato della particolare prassi esecutiva, per l’analisi delle forme sacre e profane (in particolare mottetti, laudi, messe, canzonette, villanelle, madrigali, canti carnascialeschi), per l’attenzione con cui viene analizzato il trinomio musica, testi poetici e attività coreutica. L’ensemble “Jucundus cantus” oltre alla normale attività concertistica, si caratterizza anche come una realtà di studio, di ricerca e di approfondimento di un periodo storico particolarmente importante per la ” rinascita delle arti”.La formazione si propone alle associazioni culturali, alle scuole superiori, ad enti ed istituzioni comunali per lezioni- concerto, seminari, laboratori .D i particolare interesse storico culturale è la rievocazione di banchetti conviviali con l’utilizzo di musiche dell’epoca, attenendosi alle cronache dei festini e dei conviti riportati da manuali e trattati.. Per rievocare la spettacolarità delle feste di corte l’ensemble si esibisce in costume d’epoc a ma anche con abito scuro .
L’esecuzione in genere è accompagnata da un video elaborato dalla regista cinematografica Paola Rotasso, che è una scenografia virtuale sulla quale scorrono i testi dei brani cantati e recitati dall’ensemble e da una presentazione e commento preliminare dei brani cantati e suonati affinchè ci sia una fruizione consapevole e arricchente.
La musica rinascimentaleNel Rinascimento la musica profana, arricchita da una sapiente polifonia , ebbe piena dignità d'arte .
Fu soprattutto musica di corte, legata ad una nuova aristocrazia ricca e colta. Le corti italiane furono il centro della vita musicale europea e il punto d'incontro per i musici d'Europa, che con le loro composizioni, allietavano tutti i momenti salienti: feste, banchetti e ricevimenti.
Il 28 novembre , nella cornice del Castello baronale di Minturno l 'ensemble vocale e strumentale “Jucundus cantus” ha voluto riproporre le atmosfere eleganti, colte ,raffinate ma anche gaudiose e goliardiche dell'epoca con canti polifonici tratti dal repertorio profano italiano dei maggiori autori del periodo in questione . Luca Marenzio, B.Donato, Orazio Vecchi, G .Giacomo Gastoldi.
Componenti dell’Ensemble Jucundus CantusMauro Niro: clavicembalo
Roberto Palmigiani: flauto antico
Andrea Lattarulo: viola da gamba
Giuseppe Salvagni: percussioni
Silvia Nardelli : soprano 1°
Maria Cristina D’Abrosca: soprano 2°
Federica Carducci : soprano 2°
D’Acunto Anna : contralto 1°
Silvia Pasquali Coluzzi: contralto 2°
Vincenzo Verrengia: tenore
Tony Corradini: basso
Programma
Danza moresca (T.Susato)
So ben mi ch’a bon tempo (O.Vecchi)
Occhi dolci e soavi (L.Marenzio)
Ad una fresca riva ( L.Marenzio)
Un batter d’occhi (O.Vecchi)
Intermezzo poetico
Dolcissimo ben mio (O.Vecchi)
Caccia d’amore ( G. G. Gastoldi)
Il piacere (G.G:Gastoldi)
Amor spiega l’insegna (O.Vecchi)
Amor vittorioso ( G.G.Gastoldi9
Intermezzo poetico
Speme amorosa (G.G.Gastoldi)
Chi la gagliarda (B.Donato)
Petite riense (Danza)