mercoledì 10 febbraio 2010

SANREMO 2010 il Musicologo AMBROGIO SPARAGNA

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a SANREMO 2010 vedremo AMBROGIO SPARAGNA come ospite con i suoi solisti dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma a Sanremo 2010 in qualità di ospite di Nino d’Angelo Nella sera degli ospiti, Nino D’Angelo ha pensato di invitare sul palco, con lui e Maria Nazionale, un amico, il musicista, etnomusicologo (tra i più noti in Italia) e direttore d’orchestra Ambrogio Sparagna, con cui ha scelto alcune delle più belle “voci del Sud” che canteranno “Jammo Jà” nei vari dialetti meridionali: “Alessia Tondo (PUGLIA), Mario Incudine (SICILIA), Raffaello Simeoni (LAZIO), Danilo Montenegro (CALABRIA), Francesco Triunfo (BASILICATA), Ambra Pintore, (SARDEGNA).
AMBROGIO SPARAGNA, A PROPOSITO DELLA PARTECIPAZIONE A SANREMO COME OSPITE DI NINO D’ANGELO (“JAMMO JA”):
L’idea me l’ha accennata Nino per telefono e mi ha trovato subito entusiasta: tradurre il testo del suo brano Jammo Ja, che canta insieme a Maria Nazionale, nel maggior numero di linguaggi popolari, cantarla insomma in una serie di lingue regionali del sud Italia. L’incontro è avvenuto pochi giorni dopo, in tutta semplicità, come sempre è successo tra di noi nel corso dei tanti anni di conoscenza e reciproca stima. Mi ha fatto sentire la canzone. Parla di un Sud che vuole vivere con dignità le proprie contraddizioni. Un pezzo magnifico, pieno di sincerità e di speranza, una grande canzone di Nino D’Angelo. E’ in quella circostanza che ci siamo detti che declinare il testo nelle varie lingue regionali avrebbe nobilitato il messaggio da trasmettere al pubblico. Credo che mi abbia cercato proprio in virtù della mia esperienza, delle mie ricerche e della mia pratica musicale della tradizione popolare italiana. Su questa base così ricca, direi inesauribile, ho costruito nel corso dei decenni tanti percorsi culturali che sono confluiti nella grande Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica, che ho fondato tre anni fa. Saranno proprio i cantori dell’Orchestra, scelti uno per ogni diversa regione, a eseguire nelle svariate lingue il pezzo di Nino. Quindi avremo Alessia Tondo, la più giovane interprete salentina della taranta, Mario Incudine, vincitore del Festival della canzone siciliana del 2009, Raffaello Simeoni, affermato testimone del dialetto laziale-abruzzese, Danilo Montenegro, erede della tradizione dei cantastorie calabresi, Francesco Triunfo, cantore della Basilicata, Ambra Pintore, splendida scoperta dalla Sardegna. Direi che il significato dell’operazione è semplice e allo stesso tempo alto e prezioso. Restituire alla grande tradizione popolare il ruolo di custode della memoria, di riscoperta delle radici, ma anche di riserva aurea della contemporaneità. La musica che abbiamo nelle vene echeggia sempre nelle grandi composizioni. Avviene con i classici della lirica così come con i ritornelli del festival di Sanremo. La bravura sta nell’arricchimento, non nel tradimento o nella scopiazzatura. Nel nostro piccolo pensiamo di aver realizzato un piccolo sogno innovativo. Una canzone che nasce dal popolo e ritorna al popolo.”

1 commenti:

pinoburza ha detto...

Sono compiaciuto di questa unione di voci. Qualcuna di queste le ho già ascoltate (Raffaello Simeoni, Danilo Montenegro e Alessia Tondo) sono veramente bravi e meritano tanto.